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Monografie

LA DISBIOSI INTESTINALE

Disbiosi ed immunità: Iantorno - lozio - Paganelli - Tecniche Nuove

cause ed approccio terapeutico

L’incremento delle tossine prodotte nell’intestino su residui proteici mal digeriti può portare a :

  • infezioni ripetute delle vie ORL,
  • emicranie ,nevralgie 
  • dermatiti, dermatosi
  • cistiti
  • stanchezza
  • nervosismo e irritabilità

perché si crea una tossiemia intestinale fonte di auto-intossicazione organica per assorbimento di tossine o virus ( poliovirus ) o batteri da parte di cellule danneggiate della mucosa intestinale con conseguente intossicazione di sangue e linfa.

Alcuni di questi effetti sono dovuti ad una azione diretta delle tossine,ma altri sono il prodotto di un’inefficienza del sistema immunitario che, esposto per troppo tempo alla presenza di antigeni o batteri,perde la capacità di riconoscerli e sviluppa due tipi di risposte diametralmente opposte :

1) tolleranza verso tossine,riconosciute come “self”

2) intolleranza verso un certo tipo di codifica antigenica con reazioni di tipo autoimmune

Questo spiega come in seguito a dei disordini intestinali possono insorgere infezioni situate lontano dal colon stesso :denti, cavità , tonsille, prostata pelle ecc..

La putrefazione intestinale (secondo il prof. Sexton,grande specialista americano) comporta una diminuzione del potenziale immunitario e dei meccanismi di difesa.

I probiotici e i prebiotici hanno la capacità di implementare l’immunocompetenza della mucosa intestinale e di regolare la permeabilità della parete intestinale,che in situazioni patologiche può aumentare,lasciando”passare”pericolosi patogeni nel circolo sanguigno

L’intestino è un organo centrale nel processo di detossificazione dell’organismo,che si esplica attraverso la duplice funzione di barriera,sia meccanica che immunologica.

L’attività diretta dei probiotici nella detossificazione è:

  • degradazione di pericolose amine cancerogene
  • diminuzione dell’attività di enzimi cancerogeni,quali beta-glucuronidasi, azoreduttasi e nitroreduttasi.
  • riduzione della attività della ureasi
  • sequestro di sostanze potenzialmente mutagene

Un'altra attività è quella beta-galattosidasica (lattobacilli)che riduce significativamente L’intolleranza al lattosio.

L’integrità della flora batterica porta il sistema immunitario,attraverso la produzione di citochine specifiche,alla polarizzazione della risposta immunitaria nel senso th2/th1

I lactobacilli sono in grado di stimolare l’attività dei macrofagi verso differenti specie di batteri forse per traslocazione di lactobacilli nel flusso sanguigno o per assorbimento di un antigene solubile attraverso le pareti intestinali.

La sintomatologia associata ad allergie alimentari(dermatite atopica)diminuisce per l’effetto immunomodulatorio dei probiotici,dato che lo stato infiammatorio cronico della mucosa aumenta la permeabilità agli allergeni.

Il probiotico diminuisce l’attività delle ureasi,responsabili del danneggiamento dell’epitelio intestinale migliorando la sintomatologia dell’artrite reumatoide soprattutto quando si è in presenza di Proteus.

L’utilizzo di probiotici durante terapie antibiotiche riduce le infezioni opportunistiche e ripristina ,in tempi rapidi, l’assetto fisiologico della microflora intestinale.

Il lactobacillus acidophilus produce lui stesso delle biocine che possono essere correlate a sostanze antibiotiche come la acidophillina

A questo proposito vale la pena ricordare che è stato pubblicato sul BRITISH MEDICAL JOURNAL nel 2003 uno studio che dimostra come l’uso di antibiotici in pediatria nel caso di tonsilliti anche positive allo streptococco A sia superfluo il che dimostra che altre sono le vie di guarigione messe in atto dal corpo e sono principalmente le vie macrofagiche della risposta umorale e l’attivazione di cellule B in plasmacellule in grado di attivare il sistema anticorpale cellulo-mediato.

 Il L.Rhamnosus GR1 e L.Fermentum RC14 somministrati per via orale  per curare una infezione uro-genitale, hanno risolto la patologia,ma sono stati isolati a livello della mucosa vaginale il che dimostra che questi batteri, ma non solo loro,possano passare attraverso la parete intestinale anche non in presenza di lesioni ma di muoversi sempre in un terreno comune al sistema immunitario delle mucose MALT

(tessuto linfatico associato alle mucose) allergie e riniti -“hygiene hypothesis”

Il tratto digerente potrebbe rivestire un ruolo di protagonista nel gestire le fasi di maturazione della popolazione linfocitaria.

Secondo Bjorksten una “pressione”persistente sul sistema immunitario a opera dei batteri,che colonizzano il canale enterico, come i transienti o gli indifferenti ma che non siano probiotici, sarebbe in grado di prevenire il manifestarsi di sensibilizzazioni allergiche.Sulla rivista Lancet la dottoressa Isolauri ha dimostrato la capacità preventiva dei probiotici nei confronti dell’insorgenza di manifestazioni precoci di allergia in bambini a elevato rischio di sviluppare allergie(50% in meno di dermatite atopica rispetto al gruppo di controllo)

QUAL’E IL RAZIONALE?

Le modificate condizioni di tipo e intensità degli stimoli dell’ambiente microbico, associate al miglioramento delle condizioni igenico-sanitarie hanno contribuito allo sviluppo delle allergie.

Bambini estoni (bassa prevalenza di allergie) presentano una prevalenza di lattobacilli ed eubacteria nella loro microflora,mentre bambini svedesi (ad alto impatto di allergie) hanno una prevalenza di clostridia.

I bambini allergici hanno una colonizzazione enterica di lactobacilli minore rispetto ai bambini normali,mentre prevalgono batteri aerobici (coliformi e s.aureus),e sono presenti elevati valori di ac.l-caproico (marker di colonizzazione del Clostridium dificile) nelle feci dei bambini.


 

LA FISIOLOGICA MATURAZIONE DEL SISTEMA IMMUNITARIO

Disbiosi ed immunità - Iantorno - Lozio - Paganelli

Il feto risponde immunologicamente verso antigeni che attraverso la placenta sono presentati al suo primitivo sistema immunitario.

L’unita feto-placentare è fonte di un intensa attività immunologia,in quanto l’ambiente feto-placentare è caratterizzato da una polarizzazione th2,cioè una sintesi aumentata di citochine (quali IL4-IL5-IL9 e IL13), rilasciate dai linfociti T helper di tipo 2, al fine di evitare un possibile rigetto materno nei confronti del feto (evento mediato dai linfociti TH1).

La maturazione dl sistema immunitario nel senso TH1 è un processo dinamico, che deriva dalla complessa interazione tra la componente genetica individuale e l’insieme degli stimoli dell’ambiente esterno.

Gli sforzi profusi nel migliorare le condizioni sanitarie e igieniche dei nostri bambini hanno contribuito allo sviluppo di allergie;infatti le tecniche di sterilizzazione alimentare tese non solo alla “igiene” dei prodotti, ma anche al profitto commerciale (vedi durata delle confezioni) hanno contribuito in maniera indiscriminata a fornire prodotti pressoché privi di valore biologico.

La stimolazione precoce della maturazione della polarizzazione TH1, impiegando stimoli “fisiologici” che mimino le condizioni presenti nei paesi sottosviluppati, senza ovviamente i rischi,  diventa la strategia di prevenzione primaria delle allergie.

Il ceppo batterico deve garantire, a livello enterico, una pressione continua sul sistema immunitario, una stimolazione microbica di tipo diversificato persistente e rinnovata, nei confronti del GALT e dei linfonodi drenanti, finalizzata al riequilibrio della polarizzazione linfocitarie in senso TH1.

Dato che la risposta TH2 è tipicamente associata alla sintesi di IgE e a un aumento degli eosinofili, il persistere di una polarizzazione TH2 favorisce lo sviluppo di allergie.

Alcuni ceppi di batterici come per esempio il bifidobacterium lactis o il lactobacillus casei 81 sono in grado di modulare il rilascio di citochine proinfiammatorie e antinfiammatorie (diminuzione delIL4 e un incremento del IL10 e di TGFb) inducendo così un aumento della funzione immunitaria intestinale che riverbera su tutto il sistema  MALT.

Nella dermatite atopica le cellule primariamente coinvolte nell’induzione e nel mantenimento della flogosi a livello cutaneo,così come nella iperproduzione degli anticorpi della classe IgE,sembrano essere linfociti T di tipo 2 capaci di produrre IL-3,IL-4,IL-5,IL-10,IL-13,GM-CSF (granulocyte/macrophage colony stimulating factor). Tutte queste osservazioni confermano come la polarizzazione TH2/TH1 sia fondamentale per una  corretta maturazione del sistema immune.

I linfociti Th1 producono IL-2,INF,TNF-beta che permettono loro di interagire sia con i linfociti B per la produzione di anticorpi opsonizzanti e fissanti il complemento,sia di attivare le cellule fagocitarie 

I linfociti Th2 collaborano con i linfociti B per la produzione di elevate concentrazioni di anticorpi,soprattutto quelli della classe IgE(attivatori IL-4,IL13),inducono differenziazione e attivazione degli eosinofili (attivatore IL-5),rappresentano fattori di crescita per i mastociti ed i leucociti basofili(attivatori IL-4,IL-10) ed inibiscono lo sviluppo delle cellule Th1,nonché molte funzioni delle cellule fagocitarie (attivatori IL-4,IL-10,IL-13).

L’interleuchina -4 aumenta la peristalsi intestinale senza determinare un’intensa reazione infiammatoria locale e  una elevata eosinofilia(IL-5) oltre a elevati livelli sierici di immunoglobuline della classe IgE (IL-4,IL-13). Questa caratteristica va tenuta presente quando ci troviamo ad affrontare  una infestazione parassitaria come nella ossiuriasi, non solo per le sue implicazioni dirette, ma soprattutto per l’irritazione indotta al sistema nervoso enterico e centrale dovuto ad una stimolazione esterna al sistema stesso. 

La polarizzazione viene influenzata da un complesso di fattori genetici (sconosciuti) ed ambientali,i quali concorrono a realizzare al momento della presentazione dell’antigene alla cellula “naìve”un microambiente favorevole all’uno o all’altro tipo di differenziazione.

I fattori ambientali sono le caratteristiche chimico-fisiche dell’Ag,l’itensità dell’interazione tra TCR e complesso peptide-MHC e il tipo di co-stimolazione che devono essere stimolate costantemente per mantenere un’efficienza ottimale.


 

SISTEMA IMMUNITARIO E MALATTIE CRONICHE

Disbiosi ed immunità - Iantorno - Lozio - Paganelli

Il sistema immunitario necessita di un allenamento costante nel riconoscimento di antigeni dato che nell’intestino il medesimo deve svolgere un lavoro di screenig tra ciò che deve eliminare e ciò che deve riconoscere come self. La quantità di sostanze presenti, la vastità del territorio da presidiare, la complessità del lavoro e la presenza di una flora residente molto numerosa rendono il lavoro del sistema immunitario a rischio di errori. Per ovviare a questi rischi il sistema immunitario intestinale si è modificato nel suo funzionamento rispetto alle procedure normali per cui avremo un’altissima presenza di IgA-s adese al lume intestinale e una funzionalità linfonodale diversa diretta derivazione dell’ambiente in cui opera il sistema. La placca del Peyer che ………………………………………….

La presenza costante di batteri patogeni necessari come l’escherichia coli produttrice di vit K o di lieviti come la candida necessari alla digestione degli zuccheri complica il lavoro del sistema immunitario intestinale dato che non solo deve riconoscere un antigene ma deve anchevalutarne la consistenza numerica prima di attivare la risposta immunitaria. Questo fatto è alla base di disfunzionamenti del sistema dato che una presenza costante di batteri patogeni porta inevitabilmente ad una modifica dell’attività immunitaria sia nel senso di una tolleranza verso  certi patogeni con la conseguente  proliferazione batterica sia  con un incremento dell’attività come da irritazione che porta il sistema ad attivarsi verso tutte quelle strutture che portano un determinato antigene senza distinguere tra il self dal non self; l’attivazione del sistema crea degli autoanticorpi che sono alla base di tutte le malattie autoimmunitarie. Uno studio statistico epidemiologico ha evidenziato che nelle popolazioni di centenari la presenza di autoanticorpi è estremamente bassa e quindi si può collegare la longevità con una efficienza immunitaria  protratta nel tempo. La capacità di ottenere questi risultati dipende quindi da fattori alimentari ambientali comportamentali oltre che genetici, ma un fattore fondamentale che viene spesso trascurato è quello educazionale! Dobbiamo “mandare a scuola” il sistema immunitario per ottenere una tappezzatura intestinale di IgA-s il più rapida e completa non accontentandosi di quella possibile ma sforzando verso nuovi limiti l’attività anticorpale stimolando sia il sistema umorale che quello cellulare con sostanze che spingano il sistema senza creare patologia; è un po’ come se noi continuassimo a “vaccinarci”contro patogeni mantenendo quindi sempre in allerta il sistema.      

Non corrisponde al vero che una eccessiva e costante stimolazione esaurisca il sistema anzi è proprio vero il contrario basta però ricordarci che dobbiamo sempre cambiare le sostanze antigeniche a bassissimo o nulla patogenicità e questo per mantenere una pressione costante sul sistema immunitario.

La ricerca di sostanze in grado di realizzare ciò è molto importante dato che una somministrazione costante nel tempo può veramente ovviare alla tendenza a formare autoanticorpi che il sistema immunitario manifesta soprattutto durante la seconda e terza parte della vita.

Ed: Tecniche Nuove


  • “ Probiotics, spoilage and some pathogenic bacteria in foodstuff ” - Corso di dottorato di ricerca in alimentazione animale e sicurezza alimentare, ciclo XXI, scuola di dottorato in scienze veterinarie per la salute animale e la sicurezza alimentare - tesi di dottorato di ricerca / Barbara Ripamonti; tutor-Prof. Carlo Cantoni; coordinatore del dottorato-Prof. Valentino Bontempo (Milano, 2009).
    http://amaltea.vete.unimi.it/SitoDottorati/it/dottorandi/activity_done.php


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