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Sono sempre di più le persone che non tollerano più gli alimenti contenenti nickel quindi informarsi sugli alimenti responsabili di questa intolleranza  e delle conseguenze che ne derivano è' di fondamentale importanza.
L'intolleranza a questo metallo pesante coinvolge l'apparato gastrointestinale così come la pelle, attraverso reazioni più o meno significative che vanno dai disturbi della digestione alle reazioni cutanee.
Ecco perché sapere ciò che è' bene mettere nel proprio piatto e ciò che invece fa male è' davvero importante per mantenere un buono stato di salute.
Non esiste un vero e proprio elenco degli alimenti da evitare perché in misura più o meno significativi tutti i prodotti che consumiamo ne contengono anche solo in piccolissima parte.
Di certo sono troppe le variabili che vanno dalle caratteristiche chimico fisiche dell'alimento,  al terreno sul quale il prodotto è coltivato,  fino al trattamento industriale. Ogni passaggio della materia prima nella filiera di produzione comporta un rischio di inquinamento oltre alla perdita di proprietà nutrizionali.

Inoltre la risposta è soggettiva : potremmo definirla dose dipendente ed ogni individuo risponde in modo estremamente personale. Un esempio? A chi scrive potrebbe dare fastidio la pera, mentre a chi legge i fagioli.

Probabilmente sono da considerare molti più fattori che la semplice allergia al metallo pesante come le intolleranze alimentari, la capacità di eliminare il carico tossinico da parte dell'organismo ecc...
Quindi come possiamo fare per migliorare la nostra vita senza privarci di tutto?
In prima analisi eliminare i cibi che sono molto ricchi di nikel come per esempio il cioccolato e i cibi in scatola.

Di seguito una tabella di alcuni alimenti e il relativo contenuto di nickel (ricordando che i valori sono approssimativi):

Contenuto di Nickel Alimenti da eliminare o contenere il più possibile
ALTO >0.5 mg/Kg Arachidi, avena, cacao e derivati, lenticchie, noci, pomodoro concentrato e salse di pomodoro
MEDIO 0.2-0.5 mg/Kg Albicocche, aragosta, asparagi, broccoli, carciofi, cavolfiore e cavoli, cipolla, cozze, fagioli (anche verdi), farina e cereali integrali, lievito, mais, margarina, melanzane, peperoni, pere, ostriche, patate, piselli, pomodoro, prugne, soia e derivati, spinaci, uva passa, zucchine.
BASSO 0.1 mg/Kg Carote, fichi, funghi, insalata verde, lattuga, liquirizia, merluzzo, rabarbaro, riso, tè

Tuttavia è importante ricordare che queste sono solo indicazioni generali e che la sintomatologia è molto diversa da persona a persona e che spesso è anche molto vaga e aspecifica come gonfiore addominale, malessere diffuso, senso di nausea persistente, cefalea..

Vediamo gli alimenti da LIMITARE dal punto di vista quantitativo:
Formaggi fermentati, insaccati di maiale, fegato, tonno ( in vetro),aragosta, carote, cicoria, ravanelli, verza, ricola, fagiolini, cime di rapa, cavolo romano, olive, porri, sedano, scalogna, ceci, fave, banane, albicocche, kiwi, avocado, fichi, ciliegie, uva, caki, anguria, mango, papaya, melone bianco, zucchero di canna, farina di kamut, pasta di kamut.

Si può intervenire, dopo rigorosa valutazione da parte di un biologo o di un medico nutrizionista, attraverso l'assunzione di ZEOLITE ATTIVATA, un minerale di origine vulcanica la cui struttura microscopica porosa facilità assorbimento dei metalli pesanti presenti nel nostro organismo.

CONCLUSIONI
Evitare tutti i prodotti che contengono grassi idrogenati ( margarina), se si è abituati a bere acqua del rubinetto, facciamola scorrere per alcuni secondo perché le tubature potrebbero contenere tracce di nickel e non da ultimo è importante curare anche gli accessori da cucina utilizzando pentole in ceramica o vetro come sostituti delle padelle in alluminio e teflon.

 

Dr.Paolo Paganelli

Dr. Alberto Massetti

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